Seppure non l'avevate mai visto, a migliaia giuravano che in mezzo al labirinto in quota delle valli si nascondeva un luogo simile a una porta o un ponte fra due mondi.

E. Brizzi

Le promesse che facciamo in viaggio

Il sentiero esce in salita dal nido di case
e quasi subito sbuca su un pianoro erboso
disteso ai piedi delle cime

Poche centinai di metri avanti a voi
oltre ai prati lucidi sui quali pascola una mandria
la saracinesca colossale di una diga non riesce a nascondere il crinale che segna il confine

Settecento metri scarsi di dislivello vi separano dallospitale del san beranrdo
il punto piu alto del vostro personale giro d’Europa a peidi.

 

 

 

 


 



Ho impiegato giusto due mesi a mettere assieme i pezzi delle sensazioni, delle emozioni e – a questo punto – dei ricordi del Tour du Mont Blanc, evento di punta di questa mia prima annata da Psicoatleta.

Zaino base, macchina fotografica freschissima e testa piena di canzoni: questi gli strumenti fondamentali preparati per la partenza verso il gigante d’Europa. Tutto quello che è accaduto dopo lo ricorderò con le foto che vi avevo fatto vedere e, soprattutto, con i versi di un brano del disco in grado di mettermi in strada in ogni istante e ambientato su quegli stessi sentieri percorsi 11 anni prima del mio passaggio, durante Francigena 2006. Questi sei scatti sono stati fatti proprio nei posti della prima strofa cantata nel brano Le promesse che facciamo in viaggio.

Ad alcuni di noi, durante i giorni del Gran San Bernardo, è anche sembrato di vedere nel fitto dei boschi un uomo con la testa calva e barba canuta, tatuato fino all’attaccatura dei polsi.

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